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Pstz! Mario ti ha appena rubato la penna...! Reazione: (2)paura (1)amore (4)rabbia di giustizia o (3)rabbia di odio?!?!
mendoza120.blogspot.com

Tu, lettore dalla reazione nella media, la risposta già la sai...

Ed è quella che si addice più a te = Paura.

Vuoi sapere perchè ti dico che se Mario ti rubasse la penna tu avresti paura?
Vuoi sapere subito il perchè ma ti secchi leggere l'intero post?

Bene, vediamoci direttamente alla fine del post...
Se invece sei più acuto e ti piace scandagliare la profonda natura delle cose, buona lettura!


Vedi, talvolta si confonde la paura con la bontà:
spesso capita che non si agisce o non si fa un'azione perchè giustificata dal fatto che si è buoni e che "per il principio universale dell'amore" è meglio non proseguire.

Bè, bisogna essere acuti a capire se, a dettare il non proseguire dell'azione, sia davvero l'amore (e quindi la cosa davvero giusta da fare in quel determinato contesto), oppure la paura...Se a dettarlo è veramente il principio dell'amore, allora è davvero la cosa più giusta da fare...

Ma se a dettarlo è quello della paura, la situazione cambia radicalmente...
Non c'è ombra di dubbio che bisognerebbe subito eliminare la paura (qualsiasi natura o forma abbia), ma ciò nonostante ancora non basta. Una volta eliminata la paura, si arriverebbe in un potenziale stallo con l'apparenza della neutralità, l'impostazione emotiva seguente è tutta questione di scelta:

Agire seguendo il "principio della giustizia" oppure quello "...della rabbia scatenata e/o odio"?

la differenza fra questi 2 ultimi principi è abissale...


Esempio pratico...

Mario Rossi mi ha rubato la penna.


Reazioni:

1) Conosco davvero bene Mario, e sono sicuro che se ha fatto questo, lo ha fatto per motivi più forti di lui, non lo ha fatto con malizia...ne sono straconvinto e posso dimostrarlo... (può essere il caso in cui Mario aveva bisogno di una penna all'ultimo momento perchè doveva cancellare un errore colossale sul compito per casa tra pochissimo corretto dalla prof).

2) Vabbè lascio stare, in fondo è solo una penna e non voglio inasprire assolutamente il rapporto con lui (ragionamento fatto essendo consapevole della reale malafede di Mario).

3) Bene, appena lo vedo non solo riprendo la MIA penna, ma gli frego quaderni, astuccio, diario e poi gli svuoto lo zaino dalla finestra come segno simbolico per poi buttarlo giù...E se Mario parla ancora lo fucilo!!!

4) Intanto appuro la reale malafede di Mario, se è davvero in malafede, parlerò schiettamente della situazione fino a convincerlo dell'azione sbagliata che ha fatto, se non riesco in quest'ultimo, ahimè dovrò essere più diretto e duro, lo "raddrizzerò" con i fatti: riprenderò la mia penna e pure le sue quando meno se l'aspetta; quando non troverà la penna per scrivere sul quaderno dinnanzi a lui, troverà scritto "ho dovuto farlo caro Mario, adesso hai provato pure tu come ci si sente a non trovare più la penna perchè rubata...senza odio, Mendoza120". Dopo restituirò le sue di penne e controllerò se ha appreso la lezione. Se non l'ha appresa, ricomincerà questa lotta "divertente" fino a quando non lo capirà.


Senso delle reazioni:

1) Adesso la prima reazione simbolizza l'agire davvero secondo principio universale dell'amore; amore sincero e senza paure significa grande empatia, sensibilità ed intuito, tutte qualità queste che ti permettono di capire se la situazione attorno sia in buona o cattiva fede.

2) Ma quando a questo amore si agginge (o si è sempre mascherata) la paura nelle sue più svariate nature (seconda reazione) essa fa perdere obiettività. Le qualità originarie dell'amore (sensibilità, intuito, empatia ecc...) si distorciono o si annullano permettendo una falsa giustificazione del non agire che a questo punto non incarna più solo la bontà bensì soprattutto la paura.

3) La terza reazione è il chiaro caso nel quale la difesa supera ingiustificatamente l'offesa, la reazione è totalmente spropositata in confronto al torto subito (principio di rabbia scatenata, odio ecc...). Ciò non farà altro che alimentare odio ancora più profondo in Mario senza risolvere minimamente la situazione.

4) La quarta reazione è la più corretta, completa ed efficace: essa è della stessa natura della prima reazione (principio dell'amore universale reale), conserva la sensibilità, l'empatia e l'intuito ma al contempo da forza di azione a quello che la prima reazione rischiava di non fare (causa rischio avvicinamento paura). Parliamo del principio di giustizia (che non va affatto confuso con quello di vendetta, altrimenti si ricadrebbe nella terza reazione), azione energica, forte, pratica e intelligente che neutralizza il desiderio di rabbia dannosa sia nella parte difesa che nella parte offesa (ma al contempo dona lo stesso senso di appagamento che offre una lotta in tutto e per tutto), risolvendo il tutto nel modo più pacifico, divertente (perchè come detto una parentesi fa, ci si prova gusto a dfendersi e a combattere con questo stile) ed indolore possibile.


FINE DEL POST


Se fin qui hai letto veramente tutto...complimenti davvero...
hai il dono della pazienza e dell'osservazione profonda.


Se hai davvero fatto il "salto" (vedi immagine sopra) dall'inizio del post fin qui....
bè hai già dimostrato coi fatti di aver avuto paura della noia, paura della grandezza del testo ma soprattutto una delle paure più grandi di tutte......La rabbia dettata dall'odio!

E con essa hai commesso 2 errori madornali:

1) sei stato impulsivo, e se questa era una trappola, a quest'ora ci cascavi subito.
2) se volevi dimostrare di essere migliore di quelli che hanno letto tutto, adesso fai la figura del "pistola" perchè non hai gli stessi dati di quelli che l'hanno letto, e quindi se tu volessi fregarmi dialetticamente sulla mia provocazione di prima, cadresti (vedere nuovamente immagine sopra) perchè non hai dati su cui appigliarti per attaccarmi.

Puoi dimostrarmi forse che la rabbia dettata dall'odio non sia paura stessa dello scontro? L'impulsivo rabbioso non è forse impulsivo perchè vuole finire la lotta il prima possibile proprio perchè ne soffre?

E' la rabbia/DETERMINAZIONE dettata dalla giustizia/AMORE l'energia più forte e guduriosa possibile, non la rabbia impulsiva dell'odio.

Tu che hai saltato l'intera lettura del post, se proprio vuoi conoscere questo tipo di rabbia, o se vuoi semplicemente accumulare qualche dato per contrattaccare con le mie stesse parole quello che ho appena detto di te, non ti resta che leggere l'intero post che non hai letto!

(ti faccio notare però che ho già raggirato la tua noia di lettura visto che hai letto dalla fine del post ufficiale fin qui già ben 22 righe!!)

Rabbia di Giustizia (amore, determinazione, Bene) vs Rabbia di odio (paura, risentimento, Male)
Adoro questa lotta, lotta che non è altro che vita.



TΔG·.·• | edit post
Rεaziσni: 
5 Responses
  1. MimmoMessina Says:

    ..pazzesco sto post... ;)


  2. pina Says:

    La dicitura più interessante è "idealismo pratico". Essa afferma che gli ideali sono praticabili effettivamente e ci libera dall'isolamento nel quale vorrebbero relegarci i "realisti". Quanto all'esempio è in se stesso efficace ma non universalmente esemplare. E se Mario Rossi invece di rubarmi la penna ha esercitato su di me una dolorosa violenza? Cosa farò? Sarò violenta a mia volta fino a quando non diventa consapevole? Talvolta l'empatia è solo muta comprensone dell'altro. In ogni caso non ci resta che la possibilità del dialogo... e una fiduciosa attesa. saluti


  3. pinomario Says:

    dopo il commento più specifico della mia amica Pina a cui ho fatto leggere il tuo commento al mio post, voglio dirti qualche altra cosa. Innanzitutto ti ringrazio dell’attenzione (casuale) per il mio blog – http://www.in-crocivie.com - e per miei post! Sei capitato per caso nel mio blog! Come può capitare a me o ad altri di capitare per caso nel tuo! Ma questa forse è proprio la legge del web (e forse il bello del web!) di cui, appunto, non occorre aver paura! Dietro il titolo del mio blog – IncrociVie - infatti, c’è proprio la consapevolezza e l’accettazione di quella legge: l’idea che se abbiamo qualcosa da dire possiamo approfittare anche degli “incontri al bar” o di un incontro a un crocicchio di strade – di un incrocio di strade - come è sempre più spesso la nostra vita contemporanea! Ma è solo un limite? Non credo! Infatti io posso così comunicare o incontrarti “per caso” e scambiare qualche idea anche se per qualche momento! Si tratta in ogni caso di opportunità in più diversamente impossibili quasi! Certo forse non posso sempre approfondire lo scambio –come potrebbe avvenire in un incontro faccia a faccia - ma in ogni caso riesco a mettere in circolazione idee, opinioni, domande, dubbi, che continueranno ad agire anche dopo, anche senza di me, e magari potranno contribuire a cambiare un poco le cose! E allora mi sembra proprio, anche guardando la struttura – peraltro originale - che dai al tuo post, che forse la tua “lamentela” sul mondo del web o dei blog possa rappresentare – pur scontando tutti limiti del mondo del web e dei blog -anche una sorta di paura, la paura di non essere seguiti, di non essere letti attentamente,di non essere capiti! Ma possiamo avere garanzie di questo genere in degli incontri casuali? Anche se questi incontri si ripetessero tutte le mattine come succede a viaggiatori che si incrociano ogni mattina, per lavoro o altro, alla fermata di un tram o alla partenza di un treno, o in un autogrill dell’autostrada, scambiando qualche parola o qualche opinione? È vero come dici che spesso gli incontri migliori possono essere quelli nati per caso, come spesso per caso –come sappiamo dalla storia-sono nate e cresciute nuove idee e intuizioni! E allora auguri anche per il tuo “chiosco” nei vicoli del web, continua a porre domande e problemi: qualcosa succederà!



    .


  4. In effetti Pina, le domande "E se Mario Rossi invece di rubarmi la penna ha esercitato su di me una dolorosa violenza? Cosa farò? Sarò violenta a mia volta fino a quando non diventa consapevole?", sono il reale fulcro di questo mio post.

    Lo scopo del post era proprio questo, provocare nel lettore le domande al tema cruciale del discorso "violenza, non-violenza" che a mio avviso è uno degli enigmi dell'uomo più difficili da risolvere.

    Al gesto di "Mario che ruba una penna" ho dato il valore della violenza subita a tutti i livelli. La risposta un pò azzardata che ho provato a dare a questa violenza subita, sta nel principio di giustizia che incarna una volontà pura di rendere consapevole a tutti i costi il nostro aggressore.
    So chè può essere facile sconfinare nella vendetta, ma tutto sta a mio avviso nel compiere le azioni (anche dure se necessario) senza perdere assolutamente quell'equilibrio dettato dalla volonta di giustizia vera per se stessi e per gli altri.
    So anche che tutto questo rischia di giustificare la violenza a discapito della non-violenza, ma a mio avviso è tutta questione di equilibri che bisogna maturare secondo dopo secondo per evitare questo.

    In particolare, il principio di fondo che governa questo post, è quello dell'Aikido (una buona lettura su wikipedia è più che soddisfacente per capire questo concetto pratico) che a mio avviso vedo molto compatibile con l'idealismo pratico professato da Ghandi, il principale fautore della non-violenza moderna.
    In questo caso specifico, l'idealismo starebbe nel fatto di risolvere la violenza subita nel modo più pacifico, soddisfacente ed indolore possibile per la parte sia difesa che offesa, il pratico sta nell'azione, seppur dura che se esercitata con intelligenza, senza odio e con quell'unico obiettivo, senza ombra di dubbio farà arrivare "forzatamente" il messaggio di pace a Mario Rossi che prima o poi diventerà consapevole. L'azione è possibile grazie all'osservazione profonda che va fatta su chi offende. Tale osservazione con assenza di paura e determinazione, farà capire come, dove e quando agire direttamente e anche con forza se necessario per porre fine al conflitto (in ogni caso vedere "Aikido" per osservare questo concetto).

    Questo è il tentativo provocatorio che ho fatto per stimolare e cercare di risolvere l'annoso problema della "violenza, non-violenza" che affligge l'uomo e lo schiavizza da sempre.


  5. pina Says:

    Mi documenterò su "Aikido. Mi viene comunque spontaneo di citarti una mia ultima lettura, che potrebbe interessarti, sulla comunicazione non violenta, Marshall B. Rosenberg, Parlare pace, quello che dici può cambiare il mondo.Io ho compreso bene quello che hai scritto. Sì penso che sia qustione di attenta osservazione, di amore e anche di consapevolezza che non siamo onnipotenti, e che talvolta non dobbiamo "aver paura" nemmeno del dolore e della sconfitta...Continuiamo intanto a meditare e a comunicare. Auguri!


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  • Karia - Bleach: ☞Io sono sano di mente...è il mondo che è fuori di testa!
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  • Novalis: ☞Il pensiero è soltanto un sogno del sentimento. ☞Il poeta comprende la natura meglio dello scenziato. ☞Il senso per la poesia ha molto in comune col senso per il misticismo; rappresenta l'irrappresentabile, vede l'invisibile, sente il non sensibile. ☞Agli uomini nessuna cosa è impossibile, ciò che voglio posso. ☞La vita non dev'essere un romanzo impostoci, bensì un romanzo fatto da noi. L'amore è lo scopo finale della storia del mondo, l'amen dell'universo. ☞noi siamo il destino che regge il mondo. ☞Il mondo è un indice enciclopedico e sistematico del nostro spirito, una metafora universale, un'immagine simbolica di esso. ☞Il sentimento morale è in noi il sentimento della potenza assoluta di creare, della libertà produttiva, della personalità infinita del microcosmo, della divinità propriamente detta in noi.
  • Gandhi: ☞Sono in effetti, un sognatore pratico. I miei sogni non sono impalpabili nullità. Voglio convertire il più possibile i miei sogni in realtà. ☞Se una qualche mia azione che aspiri ad essere spirituale si dimostra poco pratica, va dichiarata fallimentare. Credo che l'atto più spirituale debba essere il più pratico, nel vero senso del termine. ☞Sono troppo consapevole delle imperfezioni della specie cui appartengo per potermi irritare contro un qualsiasi membro di essa. ☞La non-violenza opera in maniera assai misteriosa. Spesso le azioni di un uomo appaiono difficilmente analizzabili in termini di non-violenza. ☞Mi dichiaro idealista pratico.
  • Kurosaki Ichigo: Anche se non credi alle mie parole, i tuoi occhi mi crederanno...
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