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Roma, Ostia e l’ombra delle mafie
Osservazioni sull’assetto istituzionale e sociale della capitale italiana


Roma, Ostia e l’ombra delle mafie
Un tentativo di analisi in tempo reale tutt’altro che semplice in merito ai fenomeni mafiosi sul territorio e sulle istituzioni di Roma. Occorre innanzitutto distinguere i diversi soggetti provando ad utilizzare gli strumenti sociologici. Istituzioni nazionali e romane locali, Roma Capitale, i municipi, popolazioni autoctone locali romane da un lato, dall’altro, la sfera complicata delle mafie. Il primo, principale errore storico, ma anche il più superficiale e pericoloso, nonché numeroso nel quale cadono praticamente quasi tutti i soggetti sopra elencati come minimo dagli anni ‘90, consiste nel trattare i diversi livelli di mafie e terre originarie come un’unica grande entità. Solamente superando quest’approccio primordiale sarà possibile procedere a tentare di capire fenomeni complessi come questi ed ancorarsi al presente e alla realtà. Se di fenomeno complesso si tratta, come tale va affrontato, altrimenti si rischia di rimanere indietro incagliati in maglie e meccanismi superficiali datati, precludendosi la possibilità di stare al passo con chi il fenomeno lo vive e tenta di darne risposte e soluzioni praticamente da sempre.
Secondo stadio, i soggetti della cosiddetta “mafia”. Anche in questo caso, è un errore madornale racchiudere in un unico organismo od organizzazione questa parola. Studi universitari sociologici in tema, fanno osservare le distinzioni fra borghesia mafiosa, clan malavitosi ed il cosiddetto in termini precisi “esercito criminale di riserva”. Nella borghesia mafiosa rientrano i livelli più alti in assoluto, imprenditori altisonanti perfettamente presenti all’interno dei circuiti capitalistici più elevati, S.p.a. etc dalle cifre esorbitanti e riciclaggio, soggetti intermediari altrettanto pienamente immersi nei luoghi istituzionali più disparati, dalle amministrazioni alla politica etc. I clan territoriali sono quelli che più fanno breccia nell’immaginario mainstream collettivo, legati ad affari elevati quali appalti, traffici illeciti oltre alle attività classiche già conosciute quali controllo del territorio, estorsioni etc. Il denominato “esercito criminale di riserva” invece riguarda tutta quella sfera territoriale operativa, i bracci ultimi manuali, la parte più esterna presente sul territorio. E’ in questo senso che dai tempi di Falcone e Borsellino e oltre, chi si trovava in Sicilia o ad osservare essa, vedeva solo grigio, non riuscendo a distinguere il bianco dal nero, oltre che dai colori. E’ effettivamente difficile antropologicamente identificare e distinguere questi svariati livelli già a livello teorico, figuriamoci nella pratica dove si è già al terzo stadio.
Dimensione Roma. Son risultate presenti sul territorio dai tempi della prima Repubblica determinate organizzazioni malavitose quali la storica “banda della magliana”, organizzazione romana doc alla quale non è però mai stato riconosciuto il 416 bis, vale a dire “associazione di stampo mafioso”, oltre che la presenza di diversi clan malavitosi di “formato classico” insediatisi nel vicino municipio di Ostia, cittadina del lungomare di Roma, sciolto recentemente e commissariato a causa di “infiltrazioni mafiose”. L’ancora più recente “Mafia capitale”, livelli elevati di politici e imprenditori in affari nella Capitale. Da uno sguardo a livello locale, purtroppo si ha quasi l’impressione che sia le istituzioni nazionali che quelle locali, oltre che gli enti e le popolazioni del luogo, fatichino non ben poco a comprendere, distinguere ed affrontare il fenomeno, facendo quasi intuire come posseggano ancora a stento strumenti risalenti agli anni ‘90. Purtroppo, parola da ripetere, è da osservare tristemente come testate nazionali utilizzino la parola “Sicilia” come conformante, non essendo difficile scorgere nella realtà antropologica locale, difficoltà di identificazione e comportamento dei soggetti ultimi da “esercito criminale di riserva” dai cittadini comuni in piena età cosmopolita in istituzioni e luoghi storici ed internazionali come Roma, Roma città, Roma Capitale ed Italia.
L’evidenza sembra sia che esiste una mafia ancor prima nella mente degli italiani, la prima da abbattere, e successivamente che “romani”, “italiani”, e “siciliani” si siano frequentati davvero poco negli ultimi periodi.

Fonte:
http://www.ilcarrettinodelleidee.com/sito/la-redazione/item/4085-roma-ostia-e-l-ombra-delle-mafie.html
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Roma, Stato sociale e Costituzione al convegno “Italia 2017, aspetti e problemi” presso la Fondazione Basso

Confronto programmatico fra le forze democratiche e progressiste sul Welfare State


L’attuazione dello Stato sociale come previsto dalla Costituzione italiana è il tema principale evidenziato ed affrontato durante il convegno “Italia 2017, aspetti e problemi” svoltosi a Roma, giorno 6 maggio dai movimenti democratici e progressisti nazionali. La location è la Fondazione Basso, nei pressi del Senato, Palazzo Madama, particolarmente attiva come centro internazionale di documentazione e ricerca, di formazione e promozione culturale sulla società contemporanea con argomenti quali diritti umani, dei popoli, della persona, storia, diritto, antropologia, filosofia, economia, sociologia, bioetica, ambiente, risorse energetiche e tecnologie digitali. Fra i relatori Rosa Fioravante, l’on. Valdo Spini, Paolo Borioni, Andrea Ciarini, Tommaso Brollo.L’approfondimento è lo studio sui diversi modelli storici e contemporanei di welfare, da quello socialista all’idea socialdemocratica di tipo nordico. La base è comunque già presente all’interno della stessa Costituzione Italiana nella visione dello Stato sociale, una forma di sistema giuridico ed economico che si interpone fra l’approccio di stato socialista e lo stato liberale. I diritti sociali in primis quindi, oltre i diritti civili e politici, dal lavoro alla sanità, all’istruzione etc. Di fondamentale importanza quindi l’osservazione del rapporto fra capitale e lavoro, nelle misure in cui le libertà economiche non possono e non devono incidere sulle parti cogenti dei diritti del lavoro e dei lavoratori, come nell’articolo 3 della Costituzione: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.Storicamente, le forze liberiste e di centrodestra inquadrano il Welfare State come un peso, un costo per i sistemi economici. Impostazione smentita di fatto nell’osservazione degli stati sociali di natura socialdemocratica dei paesi nordici e della Finlandia, dove ad esempio gli ostacoli allo sviluppo e alla competitività non dipendono dalla presenza significativa del welfare. Al contrario, invece, Il Welfare State viene visto come valore aggiunto, come investimento per il lavoro e per l’occupazione, assumendo anzi un ruolo strategico per la crescita e lo sviluppo economico. I servizi dunque offrono ricadute occupazionali positive, contribuendo alla creazione di offerta di lavoro, valorizzando, oltre l’attenzione all’export, la domanda interna, innescando quei cicli economici di crescita ed invertendo la visione di welfare come mero costo economico e debito a carico dello Stato come suggerito dallo stato liberale classico.
Gli accorgimenti vanno quindi dalla promozione migliore della domanda di lavoro, la difesa dell’articolo 18, l’assicurare i due redditi per famiglia dell’uomo e della donna, tutelando la posizione di quest’ultima verso le pari opportunità. I servizi, le protezioni sociali (come da articolo 36 della Costituzione, secondo il quale “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”) e la sperimentazione del reddito minimo d’inserimento in contrasto alla povertà.Quest’ultimo punto prevede una prova, un’osservazione sul comportamento dei lavoratori e su quanto siano attivi nel mercato del lavoro una volta in possesso di un reddito di base; l’esempio prevede un campione di 2000 persone con un reddito minimo di 550 €. Negli altri paesi dell’Unione Europea, il reddito minimo d’inserimento viene maturato come una forma di integrazione al reddito, un complemento nei casi di redditi sotto la soglia di povertà. Un arricchimento alle scienze sociali e all’indagine sui fenomeni sociali.Le fondamenta ed i valori dello Stato sociale vengono individuati anche nella storia economica fiorentina del ‘300. Uno stato embrionale di tutela del lavoro e dell’istruzione nelle corporazioni medievali di Firenze (patto sociale), l’istituzione di scuole pubbliche in età preindustriale e la responsabilità dell’educazione pubblica ed universale che va oltre il privato. Un sistema di previdenza in una repubblica cristiana durante l’età preilluminista nel mantenere i dislivelli di povertà mediamente stabili, in controtendenza all’impatto iniziale dell’era industriale, facendo intuire una visione pratica primordiale di welfare.

Fonte:http://www.ilcarrettinodelleidee.com/sito/attualita/item/3897-roma-stato-sociale-e-costituzione-al-convegno-italia-2017-aspetti-e-problemi.html
NMUN NY 2014, UNIDO, Belgium delegate

National Model United Nations, organizzata dall'NCCA direttamente associata alle Nazioni Unite, è la più grande simulazione ONU con sede a New York, per circa 5000 studenti provenienti da facoltà universitarie di tutto il mondo. Protagonisti sono gli studenti stessi in qualità di delegates, andando a rappresentare un determinato Stato, diverso da quello reale della propria facoltà, scelto da NMUN al fine di facilitare la reale comprensione delle posizioni degli altri stati e quindi renderne il più reale possibile l'immedesimazione veritiera nella simulazione. Ogni università rappresentativa di uno Stato all'ONU, incarica circa 14-15 delegates, i quali vanno poi a lavorare divisi in diverse commissioni strutturate come nella realtà delle istituzioni ONU.

L'Organizzazione delle Nazioni Unite nasce dopo l'esperienza della Società delle Nazioni dalle superpotenze mondiali alla fine della seconda guerra mondiale, con obiettivi quali la pace, la cooperazione fra nazioni, lo sviluppo economico e sociale, i diritti umani e la ricerca delle soluzioni alle principali problematiche mondiali; quasi tutti gli stati del mondo ne sono membri, anche quelli in palese contrasto fra loro. Le principali istituzioni dell'ONU sono il Consiglio di Sicurezza, il Segretariato, la Corte di Giustizia Internazionale, l'Assemblea Generale. Il Consiglio di Sicurezza è l'organo che prende le decisioni in merito alla pace, vigilando con ampia discrezionalità su eventuali minacce alla pace come aggressioni etc; esso è composto da 15 stati membri, 5 dei quali (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia) però risiedono in modo permanente con un particolare diritto di veto. Ognuno di essi, esercitando il diritto di veto, blocca ogni iniziativa del Consiglio di Sicurezza. In forza al Consiglio di Sicurezza in caso di violazioni e minaccie alla pace, vi è il Sistema di Sicurezza Collettiva dell'ONU, diviso in tre fasi: modalità provvisoria, modalità senza l'uso della forza, modalità con l'uso della forza. Nella modalità provvisoria, il CdS, accertando con ampia discrezionalità la violazione alla pace, intima le forze belligeranti al “cessate il fuoco”, o in base alle controversie, spinge verso la direzione di conciliazione, negoziazione, mediazione, arbitrariato. La fase successiva della modalità non-violenta, vede il consiglio di sicurezza attivare gli stati verso la rottura delle relazioni diplomatiche, sanzioni, blocchi economici e isolamento degli stati in violazione di norme internazionali. La terza fase della modalità con l'uso della forza, consiste nell'intervento armato verso lo stato belligerante al fine di ripristinare l'ordine per il mantenimento della pace. Il Segretariato è l'organo esecutivo dell'ONU, avente il lavoro di predisporre gli atti. La Corte di Giustizia Internazionale è l'organo giudiziario delle Nazioni Unite, chiamato a svolgere il ruolo di arbitrariato, cioè elaborare soluzioni e sentenze sulle controversie fra i soggetti del diritto internazionale solo e solamente, però, su accettazione e volontà dei soggetti a far parte del ricorso in giudizio; sono necessari, infatti, determinati accordi di volontà di far parte dell'arbitrariato e sottoporre le controversie alla Corte di Giustizia Internazionale, attivando la clausola compromissoria completa ed accettando la decisione della CGI come vincolante. Tuttavia la CGI, non ha forza coercitiva, quindi nulla vieta in futuro ai soggetti coinvolti di non rispettarne comunque le sentenze. Anche l'Assemblea Generale dell'ONU non ha forza attuativa; rappresentando funzioni simili a quelle di un parlamento con ogni Stato presente di diritto in assemblea, resta comunque come un foro internazionale dove discutere dei problemi mondiali e provare a darne soluzioni il più possibile condivise. Funzioni di raccomandazione quindi incorporate nel concreto dalle risoluzioni, soggette a negoziazioni e votazioni dagli stati membri appartenenti ai lavori dell'ONU.
Assemblea Generale dell'ONU, divisa in Commissioni per settore ed argomento trattato, negoziazioni e risoluzioni finali, questi quindi sono i punti focali della simulazione NMUN. Il delegates deve quindi rappresentare al meglio gli interessi e le posizioni dello Stato assegnato, essere in grado di negoziare, influenzare gli altri stati verso l'evidenziazione di problemi e spingere verso la ricerca e soluzione delle problematiche degli obiettivi; il tutto esercitando capacità diplomatiche e carisma sempre all'interno di un clima di cooperazione fra stati ed impegno verso consensi concordati, non tralasciando la strategia, al fine di arrivare alla votazione finale vincente delle risoluzioni, ma anche ad eventuali dure opposizioni comunque in ambiente di diplomazia.
Obiettivo dei lavori in Commissione quindi, le risoluzioni finali che verranno votate l'ultimo giorno di sessione operativa. Per arrivare a ciò, precederanno diverse lunghe fasi di lavoro. I lavori durante la giornata in Commissione si dividono in sessione formale e sessione informale, chiamata “caucus”. In sessione formale, i delegates seduti in aula possono presentare le diverse mozioni tramite l'alzata di placard in possesso, col nome del proprio Stato rappresentato. E' tramite la sessione formale che si arriverà all'adozione delle risoluzioni finali. Ogni commissione ha a disposizione 3 topic da trattare. Il primo giorno di lavoro, dopo il discorso di apertura degli esponenti istituzionali, i delegates raggiungono la propria commissione, nella quale, tramite il “chair” inizierà subito le attività tramite il “roll call” durante il quale ogni delegate chiamato col nome del proprio stato risponderà “present” o “present and voting” (dichiarando quest'ultimo “form”, esso si impegnerà a votare le risoluzioni finali a favore o contro, senza possibilità di astensione). Successivamente, al fine di decidere il topic da trattare fra i 3 disponibili, i delegates hanno a disposizione mozioni quali “setting of the agenda”, “speaker list” e “suspension of the meeting”: tramite il setting of the agenda, il Delegate chiede al Chair di mettere a votazione un determinato ordine dei topic, con la speaker list invece è possibile parlare in pubblico in assemblea in un determinato tempo come 30 o 60 sec, infine col “suspension of the meeting” il Delegate chiede di votare in merito alla sospensione temporanea dell'assemblea in favore del “caucus”, cioè la sessione informale di durata specificata in base a come descritto durante la mozione. E' durante la sessione informale che i delegates interagiscono fra loro in modo più efficace ed intensivo, confrontandosi, ed organizzando le intenzioni, strategie e lavori che poi dovranno trovare conferma in sessione formale, definendo alleanze e gruppi di studio. Una volta scelto il topic tramite votazioni durante la prima sessione, i giorni successivi vedono la sessione formale impegnata in lunghe “speaker list”, dove i delegates potranno esporre i punti di vista dei loro stati, alternando lunghi periodi di sessione informale “caucus”, durante i quali si creano gruppi di lavoro per la creazione del “working paper”, un documento formato da clausole preambolari e clausole operative: le clausole preambolari costituiscono il framework dell'argomento trattato, elencano le problematiche, le condizioni storiche già consolidate, le premesse, citando anche trattati e convenzioni, mentre le clausole operative rappresentano il vero “target” del documento, contentendo soluzioni, raccomandazioni, inviti per il raggiungimento degli obiettivi. Una volta prodotto il “working paper”, gli stati “sponsor”, ossia quelli che hanno redatto il documento, una volta raggiunto un certo numero minimo legale di firme dagli stati “firmatari” (status degli stati che firmano per il “working paper”), potranno presentare il ducumento al “Dais”, l'incaricato della commissione a raccogliere i documenti, che quindi verrà corretto e diventerà “draft resolution”, bozza di risoluzione. Nelle sessioni successive continuerà il lavoro di “speaker list” e “suspension of the meeting” per far concordare i delegates e lavorare sulla “draft resolution” che verrà poi modificata tramite mozioni “frendly” o “unfriendly” in base alle quali sarà possibile apportare cambiamenti favorevoli o no, su forme e contenuti delle clausole facenti parte la struttura della “draft resolution”. Infine si potrà procedere alla votazione finale delle risoluzioni presentate in commissione.

L'Università degli Studi di Messina presente all'NMUN NY 2014 ha preso parte rappresentando nelle diverse commissioni lo Stato del Belgio. Il Belgio diventò Stato indipendente nel 1830, nella forma di stato della monarchia costituazionale, formato dalle regioni delle Fiandre al Nord, della Vallonia al Sud e da Bruxelles; Nella Vallonia la popolazione è a prevalenza cattolica, con un'economia basata prevalentemente sulle tradizionali miniere di carbone protagoniste della rivoluzione industriale, rappresentando un settore produttivo da riqualificare con nuove tecnologie, mentre le Fiandre, a maggioranza protestanti, rappresentano il principale traino di sviluppo industriale ed economico del Belgio. Bruxelles Capitale, è la regione che rappresenta simbolicamente l'unione del Belgio, facendo incontrare le due principali regioni francofone e di lingua tedesca. Questo simbolo di punto d'incontro ha fatto sì che Bruxelles e quindi il Belgio, sia anche, quindi, la sede ospitante le più importanti istituzioni dell'Unione Europea. Ruolo chiave del Belgio, vista la sua importanza strategica, creare percorsi condivisi e mantenere compatta l'intera area degli stati europei, così nella realtà come nella simulazione NMUN.

La Commissione di appartenza al sottoscritto delegate è l'UNIDO, United Nations Industrial Development Organization, commissione ONU nella quale gli stati discutono delle problematiche e gli obiettivi inerenti lo sviluppo economico delle diverse aree del mondo. I topic a disposizione nell'anno 2014 sono: “Sustainable Production of Biofuels in Developing Countries”, “Human Security and Post-Crisis Rehabilitation”, “Increasing Corporate Social Responsibility in Developing Countries and Economies in Transition”. Il primo topic riguarda lo sviluppo sostenibile dei biocarburanti, il secondo topic la tutela e sicurezza delle economie in situazioni di guerra e dopoguerra, per il ripristino del loro sviluppo economico, il terzo topic invece, l'incentivare il “Corporate Social Responsibility”, una rete associazionistica ed un elenco di principi e pratiche verso un'attività e uno sviluppo economico più equo, efficiente e socialmente responsabile. Durante la prima sessione, la preferenza del Belgio era per l'ordine dei topic da trattare come “3-2-1”. La priorità veniva data al topic 3, in quanto con tale topic, era possibile trattare e trovare soluzioni anche in merito agli altri due topics; infatti, incentivando il “Corporate Social Responsibility”, del quale tra l'altro il Belgio storicamente ne è stato il principale pioniere nell'area UE ed essendo tutt'ora fra i principali promotori, le economie trarrebero notevole vantaggio per lo sviluppo economico, vista la creazione di reti di condivisione fra le diverse realtà imprenditoriali, aiutando la cooperazione e l'aiuto verso le piccole e medie imprese con più efficienti preparazioni e formazioni per il business, lo sforzo in direzione di una maggiore equità verso le condizioni dei diritti dei lavoratori e verso l'ambiente e non soltanto verso il profitto. Tutti elementi che avrebbero indirizzato la via alle soluzioni dei problemi specificati anche nei topic 2, sul come riattivare lo sviluppo economico per le economie dopo situazioni di crisi bellica, e mostrando modi di efficace sviluppo quindi pure per il settore delle “biofuels”, carburanti biologici. In Commissione, durante la sessione informale, il Belgio, discutendo con molti altri stati, ha presentato queste tematiche, mostrandone la priorità del topic 3, ed essendo pioniere anche del “Corporate Social Responsibility Europe Network”, ha provato a creare un solido gruppo UE, trovando consensi favorevoli di Germania, Austria etc. Dopo aver visto abbastanza stati favorevoli al topic 3, in sessione formale, il Belgio presenta la mozione del “setting of the agenda” nell ordine “topic 3-2-1”, sottoponendolo dal “Chair” a votazione in Commissione. Tuttavia al momento della votazione, la maggioranza ha votato contrariamente, all'interno della quale anche alcuni stati esponenti UE, prima favorevoli. Successivamente l'orientamento della maggiorparte degli stati si spostò verso il topic 1, facendolo passare ai voti. Le sessioni successive, fra tentativi del Belgio di inserirsi nella speaker list, tramite alzata di placard e “bigliettini al Chair”, affrontarono il tema delle “Biofuels”, carburanti biologici. Carburanti estratti e prodotti dal cibo stesso, inclusi nel settore delle energie rinnovabili al fine di ridurre la dipendenza dalle tradizionali risorse non-rinnovabili, aiutando quindi l'economia e l'ambiente e spostandosi sempre più verso green economy. Il risvolto della medaglia però consiste nell'impatto potenzialmente dannoso della produzione di biofuels verso le terre produttrici di cibo ed il loro sistema di prezzi tendente verso l'alto nelle economie a discapito dello sviluppo del settore. Il Belgio è internazionalmente favorevole alle produzioni e all'incentivazione del settore dei carburanti biologici, pur tenendo molta attenzione ai rischiosi aspetti secondari. Durante il “caucus”, si è avuto modo di evidenziare questi aspetti con i diversi gruppi di lavoro impegnati nella creazione del “working paper” e della “resolution draft”. Essendo parte integrante dei lavori con Germania, Norvegia, Austria, Messico ecc, ed esercitando la giusta influenza diplomatica e di collaborazione con gli altri stati, è stato possibile trovare aggiunte due clausole preambolari ed operative, inerenti nello specifico quanto evidenziato dal Belgio rispetto l'attenzione all'impatto dei “biofuels” sul cibo e sul sistema dei prezzi. Infine, dopo esser stato fra i firmatari di due “draft resolutions” su cinque presentate, il Belgio, in votazione finale, ha proceduto al voto favorevole finale delle due risoluzioni. A seguito, la giornata conclusiva del progetto NMUN NY 2014 presso il Palazzo di Vetro dell'ONU a New York, con le rappresentanze istituzionali internazionali.



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  • Karia - Bleach: ☞Io sono sano di mente...è il mondo che è fuori di testa!
  • Inoki: ☞Illuminami oppure prodigati per tenermi a bada.
  • David Icke: ☞L'amore infinito è l'unica verità, tutto il resto è illusione.☞Le parole "pazzo" e "malato di mente" sono sempre state usate nel corso della storia per descrivere persone e idee che sono semplicemente diverse. E "diverso" non vuol dire sbagliato. Molte delle idee che un tempo furono condannate e ridicolizzate sono poi entrate a far parte della saggezza comune. Prima vi ridicolizzano; poi vi condannano; poi vi dicono che hanno sempre saputo che avevate ragione.
  • Novalis: ☞Il pensiero è soltanto un sogno del sentimento. ☞Il poeta comprende la natura meglio dello scenziato. ☞Il senso per la poesia ha molto in comune col senso per il misticismo; rappresenta l'irrappresentabile, vede l'invisibile, sente il non sensibile. ☞Agli uomini nessuna cosa è impossibile, ciò che voglio posso. ☞La vita non dev'essere un romanzo impostoci, bensì un romanzo fatto da noi. L'amore è lo scopo finale della storia del mondo, l'amen dell'universo. ☞noi siamo il destino che regge il mondo. ☞Il mondo è un indice enciclopedico e sistematico del nostro spirito, una metafora universale, un'immagine simbolica di esso. ☞Il sentimento morale è in noi il sentimento della potenza assoluta di creare, della libertà produttiva, della personalità infinita del microcosmo, della divinità propriamente detta in noi.
  • Gandhi: ☞Sono in effetti, un sognatore pratico. I miei sogni non sono impalpabili nullità. Voglio convertire il più possibile i miei sogni in realtà. ☞Se una qualche mia azione che aspiri ad essere spirituale si dimostra poco pratica, va dichiarata fallimentare. Credo che l'atto più spirituale debba essere il più pratico, nel vero senso del termine. ☞Sono troppo consapevole delle imperfezioni della specie cui appartengo per potermi irritare contro un qualsiasi membro di essa. ☞La non-violenza opera in maniera assai misteriosa. Spesso le azioni di un uomo appaiono difficilmente analizzabili in termini di non-violenza. ☞Mi dichiaro idealista pratico.
  • Kurosaki Ichigo: Anche se non credi alle mie parole, i tuoi occhi mi crederanno...
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