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Joe Mizo - Frammenti Mixtape Vol.2
Frammenti Mixtape Vol.2
Breaks, sperimentazioni di rapping hardcore, east coast su basi rapcore, 90s, trap, ibridando il progetto verso generi e grooves trapcore e soultrap.
Nelle descrizioni, le strumentali utilizzate.
Daw:
Ubuntu Studio, Ardour
Recording, mastering:
Paradise Corner Studio, Joe Mizo
Link:
Citazioni Eric Voegelin - La nuova scienza politica (1952)

  • Distinzione platonica tra i filateti, gli amanti della verità, e i filodossi, i sofisti.
  • La nuova gnosi è fondata sul non riconoscimento del reale e crea un mondo di sogno.
  • La ricerca propria della gnosi degenerata non è una ricerca di verità, ma una ricerca di potenza.
  • Sostituzione della menzogna efficace alla verità, come ultimo stadio dell'esperienza gnostica degenerata.
  • Tipi di azione che nel mondo reale sarebbero considerati come moralmente insani per gli effetti concreti che ne derivano, saranno considerati morali nel mondo di sogno. 
  • Divario tra effetto reale ed effetto progettato, qualche altra persona o società che non si comporta come dovrebbe comportarsi secondo la concezione di sogno di causa ed effetto.
  • Non possono essere fronteggiati con azioni adeguate nel mondo della realtà. Si tende piuttosto a fronteggiarli per via di operazioni magiche nel mondo di sogno, come la disapprovazione, la condanna morale, le dichiarazioni di intenzioni, i manifesti, gli appelli all'opinione pubblica mondiale, la condanna dei nemici come aggressori, il mettere fuori legge la guerra.
  • Carattere autodistruttivo della politica gnostica.
  • Per pace deve intendersi un temporaneo ordine di relazioni sociali che esprime, in maniera adeguata, un equilibrio di forze esistenziali.
  • Per guerra deve intendersi l'uso della violenza al fine di ripristinare una situazione di equilibrio, o reprimendo i fattori di disturbo emergenti da un incremento di forza esistenziale o riplasmando le relazioni sociali in modo che esse esprimano adeguatamente la nuova intensità relativa delle forze esistenziali.
  • Per politica deve intendersi il tentativo di ripristinare l'equilibrio delle forze o di rimettere ordine con mezzi diplomatici vari o ponendo in essere controforze di dissuasione.
  • La politica gnostica è autodistruttiva nel senso che le misure intese al conseguimento della pace accrescono gli squilibri che fatalmente conducono alla guerra. Una incipiente alterazione dell'equilibrio, se viene fronteggiata non con un'azione politica appropriata nel mondo della realtà ma con incantesimi magici, può assumere proporzioni tali che la guerra diventa inevitabile. Un esempio tipico è la salita al potere del movimento nazionalsocialista.
  • Ammesso che la guerra abbia uno scopo, esso non può essere che quello di restaurare l'equilibrio delle forze, non quello di aggravare lo squilibrio; esso non può essere che quello della riduzione dell'eccesso di forza che provoca lo squilibrio, non la distruzione della forza al punto di creare un vuoto di potere a sua volta causa di nuovi squilibri.
  • Il complesso di azioni che abbiamo elencato, e i presupposti di sogno sui quali esse si fondano, paiono dimostrare che il contatto con la realtà è per lo meno gravemente compromesso.
  • Il misconoscimento della struttura della realtà conduce a un continuo stato di guerra.
  • Dalla paura emerge la disposizione a sottomettersi, mediante contratto, a un potere di governo.
  • La fusione delle volontà è "una vera unità di esse tutte"; perchè il dio mortale "dispone di tanto potere e di tanta forza, a lui conferiti, che per mezzo del terrore può indirizzare le volontà di loro tutti alla pace in patria e al mutuo aiuto contro i loro nemici esterni".
  • Se le anime non possono partecipare al Logos, allora il sovrano che accende il terrore nelle anime sarà "l'essenza della comunità". Il "Re dei Superbi" deve spezzare l'amor sui che non può essere riscattato dall'amor Dei.
Citazioni dal libro Eric Voegelin - La nuova scienza politica (1952)
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Roma, Ostia e l’ombra delle mafie
Osservazioni sull’assetto istituzionale e sociale della capitale italiana


Roma, Ostia e l’ombra delle mafie
Un tentativo di analisi in tempo reale tutt’altro che semplice in merito ai fenomeni mafiosi sul territorio e sulle istituzioni di Roma. Occorre innanzitutto distinguere i diversi soggetti provando ad utilizzare gli strumenti sociologici. Istituzioni nazionali e romane locali, Roma Capitale, i municipi, popolazioni autoctone locali romane da un lato, dall’altro, la sfera complicata delle mafie. Il primo, principale errore storico, ma anche il più superficiale e pericoloso, nonché numeroso nel quale cadono praticamente quasi tutti i soggetti sopra elencati come minimo dagli anni ‘90, consiste nel trattare i diversi livelli di mafie e terre originarie come un’unica grande entità. Solamente superando quest’approccio primordiale sarà possibile procedere a tentare di capire fenomeni complessi come questi ed ancorarsi al presente e alla realtà. Se di fenomeno complesso si tratta, come tale va affrontato, altrimenti si rischia di rimanere indietro incagliati in maglie e meccanismi superficiali datati, precludendosi la possibilità di stare al passo con chi il fenomeno lo vive e tenta di darne risposte e soluzioni praticamente da sempre.
Secondo stadio, i soggetti della cosiddetta “mafia”. Anche in questo caso, è un errore madornale racchiudere in un unico organismo od organizzazione questa parola. Studi universitari sociologici in tema, fanno osservare le distinzioni fra borghesia mafiosa, clan malavitosi ed il cosiddetto in termini precisi “esercito criminale di riserva”. Nella borghesia mafiosa rientrano i livelli più alti in assoluto, imprenditori altisonanti perfettamente presenti all’interno dei circuiti capitalistici più elevati, S.p.a. etc dalle cifre esorbitanti e riciclaggio, soggetti intermediari altrettanto pienamente immersi nei luoghi istituzionali più disparati, dalle amministrazioni alla politica etc. I clan territoriali sono quelli che più fanno breccia nell’immaginario mainstream collettivo, legati ad affari elevati quali appalti, traffici illeciti oltre alle attività classiche già conosciute quali controllo del territorio, estorsioni etc. Il denominato “esercito criminale di riserva” invece riguarda tutta quella sfera territoriale operativa, i bracci ultimi manuali, la parte più esterna presente sul territorio. E’ in questo senso che dai tempi di Falcone e Borsellino e oltre, chi si trovava in Sicilia o ad osservare essa, vedeva solo grigio, non riuscendo a distinguere il bianco dal nero, oltre che dai colori. E’ effettivamente difficile antropologicamente identificare e distinguere questi svariati livelli già a livello teorico, figuriamoci nella pratica dove si è già al terzo stadio.
Dimensione Roma. Son risultate presenti sul territorio dai tempi della prima Repubblica determinate organizzazioni malavitose quali la storica “banda della magliana”, organizzazione romana doc alla quale non è però mai stato riconosciuto il 416 bis, vale a dire “associazione di stampo mafioso”, oltre che la presenza di diversi clan malavitosi di “formato classico” insediatisi nel vicino municipio di Ostia, cittadina del lungomare di Roma, sciolto recentemente e commissariato a causa di “infiltrazioni mafiose”. L’ancora più recente “Mafia capitale”, livelli elevati di politici e imprenditori in affari nella Capitale. Da uno sguardo a livello locale, purtroppo si ha quasi l’impressione che sia le istituzioni nazionali che quelle locali, oltre che gli enti e le popolazioni del luogo, fatichino non ben poco a comprendere, distinguere ed affrontare il fenomeno, facendo quasi intuire come posseggano ancora a stento strumenti risalenti agli anni ‘90. Purtroppo, parola da ripetere, è da osservare tristemente come testate nazionali utilizzino la parola “Sicilia” come conformante, non essendo difficile scorgere nella realtà antropologica locale, difficoltà di identificazione e comportamento dei soggetti ultimi da “esercito criminale di riserva” dai cittadini comuni in piena età cosmopolita in istituzioni e luoghi storici ed internazionali come Roma, Roma città, Roma Capitale ed Italia.
L’evidenza sembra sia che esiste una mafia ancor prima nella mente degli italiani, la prima da abbattere, e successivamente che “romani”, “italiani”, e “siciliani” si siano frequentati davvero poco negli ultimi periodi.

Fonte:
http://www.ilcarrettinodelleidee.com/sito/la-redazione/item/4085-roma-ostia-e-l-ombra-delle-mafie.html
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  • Karia - Bleach: ☞Io sono sano di mente...è il mondo che è fuori di testa!
  • Inoki: ☞Illuminami oppure prodigati per tenermi a bada.
  • David Icke: ☞L'amore infinito è l'unica verità, tutto il resto è illusione.
  • Novalis: ☞Il pensiero è soltanto un sogno del sentimento. ☞Il poeta comprende la natura meglio dello scenziato. ☞Il senso per la poesia ha molto in comune col senso per il misticismo; rappresenta l'irrappresentabile, vede l'invisibile, sente il non sensibile. ☞Agli uomini nessuna cosa è impossibile, ciò che voglio posso. ☞La vita non dev'essere un romanzo impostoci, bensì un romanzo fatto da noi. L'amore è lo scopo finale della storia del mondo, l'amen dell'universo. ☞noi siamo il destino che regge il mondo. ☞Il mondo è un indice enciclopedico e sistematico del nostro spirito, una metafora universale, un'immagine simbolica di esso. ☞Il sentimento morale è in noi il sentimento della potenza assoluta di creare, della libertà produttiva, della personalità infinita del microcosmo, della divinità propriamente detta in noi.
  • Gandhi: ☞Sono in effetti, un sognatore pratico. I miei sogni non sono impalpabili nullità. Voglio convertire il più possibile i miei sogni in realtà. ☞Se una qualche mia azione che aspiri ad essere spirituale si dimostra poco pratica, va dichiarata fallimentare. Credo che l'atto più spirituale debba essere il più pratico, nel vero senso del termine. ☞Sono troppo consapevole delle imperfezioni della specie cui appartengo per potermi irritare contro un qualsiasi membro di essa. ☞La non-violenza opera in maniera assai misteriosa. Spesso le azioni di un uomo appaiono difficilmente analizzabili in termini di non-violenza. ☞Mi dichiaro idealista pratico.
  • Kurosaki Ichigo: Anche se non credi alle mie parole, i tuoi occhi mi crederanno...
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